Ogni giorno riscopriamo qualcosa di nuovo: riscopriamo antiche pratiche di rilassamento dimenticate da secoli, riscopriamo pseudoscienze dimenticate da quando l'uomo ha imparato a usare il pollice opponibile, riscopriamo addirittura abitudini alimentari proprie di antenati tanto remoti, che consumavano le nocche trascinandole sul terreno.
Ma per il divino Anubi e per tutti i suoi parenti, mi domando come faccia la gente a non porsi una semplice domanda: per quale motivo avevamo dimenticato queste conoscenze? Per quale motivo le abbiamo perse?
C'è da stupirsi su come la gente non si ponga un dubbio quando abbraccia una pratica medica di una popolazione che si è ESTINTA, decimata secoli e secoli fa dalle malattie. O su come si concentri a studiare l'arte della guerra di popoli che sono stati spazzati via da civiltà più "rozze". O su quanto possa credere a presunte profezie e viaggi cosmici di gente che non è riuscita a far fronte a quattro disgraziati decimati dallo scorbuto, padroni della sola arte di forgiare il metallo. Eppure è così. In pratica "si stava meglio quando si stava peggio".
L'unica reale speranza è quella che riscoprano anche pratiche comunicative antiche: che comincino a imbrattare pareti di grotte invece che spazi condivisi in rete e che ricomincino a utilizzare il poco complesso vocabolario "GU - GNE -GUGU", così per lo meno smetteremo di leggere o sentire ancora stronzate allucinanti.
P.S. Divino Anubi, se questa è solamente una tua tattica per fare in modo che la popolazione si decimi da sola, per cortesia fai che sia una cosa rapida. Ho sempre sperato di assistere ad un salto evolutivo.
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